Tutti a bordo, si riparte da Scandicci.

 

di Roberto Giorgetti

 

Ci dicono che ce l’abbiamo. Ci dicono che ne abbiamo tanta da poterla esportare. Anzi, che ne abbiamo così tanta da doverla esportarla per forza. Con la forza! Con la forza addirittura dell’Esercito.
Ma forse la vera Democrazia in Italia c’è stata solo nel Buon Senso e nella Buona Fede dei Padri Costituenti, finendo per essere completamente spazzata via nel ventennio sfascista che sta per terminare, prima ancora che fosse compiuta. Quante cose sono state fatte come noi cittadini non avremmo voluto? E quante, proprio in questi giorni, sono in programma contro il nostro volere e, soprattutto, contro i nostri interessi?
Ma ora si cambia. Si cambia verso. Nooo!, non quello di Renzi che non può cambiarlo perché un verso non ce l’ha. Non ha un verso e nemmeno un senso. Ma che senso può avere, in una Nazione ridotta a un cumulo di macerie, un rottamatore?
L’unica cosa che c’è rimasta da rottamare è il ceto politico. Ma colui che si propone come rottamatore esiste perché esiste quel ceto. Quel ceto che dal nulla ha fatto una sagoma di cartone, la sventola in aria, la veste da amico di Maria e la manda su tutti i canali, ospite di presentatori-spalla buoni solo come reggitori di parte. Quella sagoma che strablatera di nullologia, si dissolverà nello stesso momento in cui sparirà il suo creatore. Non sarà quella a sagoma a rottamare il sistema che la tiene su, e se ne serve perché la gente guardi il dito e non veda la luna.
Grazie Renzi, ma non si scomodi. Lasci fare a noi. La rottamiamo noi, insieme a chi la usa, al suo mèntore di Arcore e ai suoi modelli.
Lei continui pure a fare l’eterno Peter Pan, continui pure ad appagare il suo sconfinato egocentrismo nell’illusione di essere Sindaco ma anche segretario del partito unico ma anche Presidente del Consiglio, ma anche simpatico. Lei continui pure a giocare, ma lo faccia sul suo uscio per l’amordiDio! Alle cose serie è meglio che ci pensi qualcun’altro.
Il verso lo cambiamo noi e si parte a cambiarlo da Scandicci con l’Open Space Technology o, se preferite, O.S.T..
Cos’è? Ve lo dico con parole mie e correggetemi se sbaglio: un brulichio di menti e di idee posate su un grande tavolo, sul quale si muovono in continuazione. Si mescolano, si paragonano, si proiettano sul territorio e nel futuro. Poi tornano sul tavolo, si influenzano, si intrecciano, si dipanano, si forgiano, si ordinano, si dispongono e danno forma alla Scandicci come la vuole la gente. In altre parole: de-mo-cra-zia. Forse non sarà ancora nella sua formula perfetta ma il verso si cambia per davvero: i cittadini decidono e la politica metterà in atto. Non più la politica sgangherata e grottesca che si serve, usa e inganna i cittadini per fini, a volte, al limite del criminoso, ma politica al servizio dei cittadini.
Politicanti è finito il vostro tempo: uscendo lasciate il passaporto per favore. E’ finito il tempo delle mele e anche quello dei conti senza l’O.S.T.!!