Storie di ordinaria povertà

Passeremo come razzisti, demagoghi e forse anche populisti, ma non possiamo chiudere gli occhi e soffocare le menti sull’altare del politically correct davanti a queste immagini senza provare a riflettere ed aprire una discussione.
Forse Scandicci poteva essere da meno di Firenze?
A poche centinaia di metri dal nuovissimo, bellissimo ed europeissimo centro Rogers, dal nascituro Polo della Formazione (Polimoda) e dall’area ex CNR, di prossima “riqualificazione”, assistiamo alla scena immortalata dall’obiettivo di una macchina fotografica di un passante (gentilmente concessa in uso gratuitamente).

Una signora intenta ad un’accurata cernita di abbigliamento presumibilmente lasciato vicino ai cassonetti dell’immondizia.

Questo ci porta a due considerazioni:
1. Mancati controlli da parte delle forze dell’ordine
Questo a tutela umanitaria dei soggetti che potrebbero, loro malgrado, cadere nei cassonetti e restarci intrappolati (come già successo in altre città). Comprendiamo le difficoltà delle forze dell’ordine in questo periodo di forti e continui tagli di fondi e siamo fermamente convinti che si debbano destinare più risorse alla Sicurezza.
2. Mancata informazione sulla destinazione dei materiali in surplus
Come esistono appositi cassonetti per la raccolta differenziata (nonostante preferiremmo un porta a porta con più alte performance) sarebbe auspicabile da parte dell’Amministrazione una maggiore informazione sull’esistenza e l’ubicazione degli apposito raccoglitori di indumenti usati.
Il degrado si combatte aumentando i fondi destinati all’informazione ed alla sicurezza, non con restyiling più o meno riusciti di piazze e strade