Se questa è informazione.

 

Dallo Tsunami Tour che sta attraversando l’Italia testate giornalistiche importanti come La Repubblica e L’Unità sintetizzano un solo messaggio: “Al Quaeda bombardi Roma!

Un minuto di silenzio.

La verità è caduta sotto la furia omicida che ha colto gli autori degli articoli. Non sto qui a sciorinare documenti in difesa di Beppe Grillo; chiunque può cercare online gli spezzoni dei video incriminati e farsi un’idea propria del vero messaggio. Ciò su cui vorrei soffermarmi è invece la rocambolesca mistificazione operata dai giornali. Rocambolesca, sì, non riesco a trovare un termine più appropriato. Forse “incredibile” potrebbe rendere bene, ma è carente in enfasi. Quando si parla di elezioni politiche, dunque, non si guarda in faccia a nulla pur di racimolare voti e deviare l’opinone pubblica? Peccato che, quasi sempre, chi ne fa le spese è la verità prima ancora della parte politica accusata. Mi piace vederla così perché sono un cittadino, non ambisco al potere politico, ma ad una società giusta e vivibile, una società autentica. Sparare balle di questo tipo significa truffare le persone che leggono gli articoli, significa fare del male all’Italia. Una balla è una balla, che sia pronunciata ai danni di Grillo, di Bersani, di Berlusconi o di chiunque altro. È la mancanza di scrupoli, è la mafia, è il cancro del nostro paese. Mi chiedo se i suddetti giornalisti, quali sacerdoti dell’informazione (un patrimonio meraviglioso per l’uomo libero), si sentano dei furbetti o degli alti traditori. Se dieci persone semplici in precedenza intenzionate a votare il Movimento adesso daranno il voto al PD sulla base di una mistificazione, credete che il PD ne esca vincitore? Io vedo solo perdenti: il PD, il Movimento, noi tutti.