#Scandicci Intervento #M5S su #CoopUnica in Consiglio Comunale #SfiduciamoilPD

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Ci fa piacere poter parlare finalmente in un Consiglio così affollato, della questione del PEEP di Badia e della crisi della cooperativa unica in modo organico, in quanto, nell’ultima importante occasione che avevamo per poterne dibattere in un Consiglio simile, questo fù impedito dal Partito Democratico che, uscendo dall’aula a seguito di una intemperanza verbale, evidentemente ritenuta più importante della questione dibattuta, fece mancare il numero legale.

Abbiamo avuto modo di riesaminare a fondo la questione. Abbiamo riletto i verbali dei consigli comunali del ottobre 2011 e del marzo 2012 e, cosa importantissima, nel frattempo è intervenuta l’attesa sentenza del TAR che contiene importanti affermazioni e spunti di riflessione, i ricorsi al consiglio di stato, l’ordinanza di sospensione delle sanzioni.

La sentenza comincia a dare alcune certezze, a sgombrare la scena da molti dubbi, anche se non può considerarsi verità assoluta ed il Consiglio di Stato potrebbe rettificarne alcune parti.

Afferma alcune cose importanti:

  • Che nessuno ha imposto alla cooperativa l’obbligo di sottoscrivere la convenzione e che, quale soggetto professionale esperto nel settore, non può invocare eccezioni sulla incomprensione di quello che stava sottoscrivendo
  • Che non vi è stata nessuna levitazione significativa dei prezzi che giustifichi le differenze fra prezzo di convenzione e prezzo di cessione dal 2006 in poi
  • Che la levitazione dei prezzi dal 1999 (anno dell’aggiudicazione) al 2006 (anno di stipula della convenzione) era nota ad un soggetto professionale
  • Che l’applicazione del prezzo di convenzione avrebbe comunque consentito un utile alla cooperativa e non una perdita come asserito
  • Che le penali sono dovute, giuste nella misura minima (era previsto da due a cinque)
  • Che andavano calcolate sulla base di certi parametri che la sentenza indica precisamente

Tuttavia queste sono state calcolate e notificate in modo difforme alla sentenza, non per errore ma per strategia processuale, come dichiarato in Consiglio dall’assessore Giorgi

 

Ed il TAR proprio con questa motivazione ne ha sospeso l’esecuzione

Tutti i legali che abbiamo interpellato ci hanno confermato che quanto disposto da sentenza è un titolo esecutivo se corrisponde esattamente al dispositivo della sentenza. Una differenza, anche se piccola, ne vanifica l’esecuzione.

Preparando questo consiglio abbiamo scaricato dalla Camera di Commercio la relazione del Consiglio di amministrazione al bilancio 2014, relazione che non avevamo agli atti.

Questa difformità è posta in evidenza sottolineata perfino nei caratteri di testo con tanto di punto esclamativo finale nella relazione sulla gestione allegata al bilancio 2014.

Ed infatti su tempestiva istanza della cooperativa il TAR ne sospende l’esecuzione proprio in virtù della loro difformità.

Da qui la nostra mozione di sfiducia a questa amministrazione depositata in data 25 febbraio a disposizione dei consiglieri che vorranno sottoscriverla e che verrà dibattuta in consiglio solo se raggiungerà le firme dei due quinti dei consiglieri.

La richiamo non perché voglia approfittare per approfondirne il contenuto, andremmo fuori tema, ma solo perché è legata indissolubilmente anche a questo dibattito.

La nostra mozione sfiducia deriva dal fatto che anche la questione delle penali irrogate in modo difforme, si inserisce nell’inerzia complessiva manifestata anche dalla giunta precedente in merito a questa vicenda, giunta e consiglio che vedono continuità anche in questa amministrazione.

Inerzia manifestata non solo per la mancanza di decisioni drastiche o interventi che potessero evitare questo declino, ma inerzia manifesta anche nei confronti delle vicende del cittadino che per primo ha segnalato l’irregolarità nel prezzo di cessione. Irregolarità riscontrata dal Comune nei suoi accertamenti e confermata dalla sentenza del TAR. Cittadino che la cooperativa ha espulso da socio ed ha ottenuto un provvedimento di rilascio dell’immobile esecutivo per il prossimo 31 marzo. Se non interviene una nuova decisione   la famiglia del cittadino si troverà fuori dall’alloggio senza restituzione del versato quasi 300 mila Euro che dovrà recuperare dalla liquidazione.

Non può capitare questo ad un cittadino che chiede tutela alle istituzioni ed il rispetto dei contratti e della Legge.

Cittadini, basta fare una visura camerale per rendersi conto che la cooperativa Unica non è la piccola cooperativa di cittadini che condividono capitali e rischi per uno scopo comune.

Basta leggere un bilancio per rendersi conto che siamo in presenza di una grande impresa di costruzioni che opera con società controllate, con società collegate e che ha erogato a questi soggetti finanziamenti talvolta anche infruttiferi di interessi per oltre 10 milioni di Euro e su questi ha conseguito perdite nell’ultimo bilancio per oltre 2 milioni di Euro. La vicenda delle penali nasce nel 2011 per poi essere irrogate nel 2012:   addirittura nel bilancio 2013 approvato nel 2014 si notizia sulla vicenda lasciando capire che non si palesa nessun rischio concreto e che comunque le riserve avrebbero coperto la cooperativa. Nulla che lasci presagire in alcun modo il precipitare della situazione nel baratro attuale. Questo veniva dichiarato nell’assemblea di bilancio dell’aprile 2014. Dopo 6 mesi la situazione precipita e le riserve si rivelano insufficienti.

E quindi in primo luogo il mancato allarme da parte della cooperativa. Il prestito sociale poteva essere rimborsato dal 2011 ad oggi in periodi non critici per la cooperativa? Lo scenario peggiore poteva essere immaginato e si potevano prendere iniziative oggi non possibili.

Il mancato allarme da parte della politica e quindi del comune. Ci risulta da colloqui con alcuni soci, e chi é direttamente informato sui fatti potrà valutare se corrisponde a vero, che al tempo della lettera di diffida del 2011, dopo che il comune aveva controllato ed era quindi convinto della debenza delle sanzioni e quindi della ingiustificata difformità del prezzo, fossero stati stipulati pochissimi contratti.

Ed allora noi ci saremmo aspettati una frenata, un alto là: fermate il treno che si deve fare chiarezza, sta succedendo una cosa contraria alla convenzione. Si dovevano avvisare tutti i soci acquirenti.

Ed invece, ci risulta, come detto per voce di alcuni cittadini, e che chi ha vissuto la vicenda potrà valutare se corrispondente al vero, che si era diffusa una voce, (non crediamo certo alimentata dalle istituzioni), di correre a rogitare (ovviamente al prezzo proposto e non a quello di convenzione) di accelerare i tempi in quanto queste sanzioni potevano mettere in crisi la cooperativa.

Era il 2011 e da allora sono stati rogitati centinaia di contratti. (al prezzo fuori convenzione)

Ed ancora ci risulta che altre cooperative che oggi sono in bonis abbiano lo stesso problema di vendita a prezzi non convenzionati e stanno continuando ad operare e vendere.

Ma veniamo al prestito sociale di cui alla odierna mozione

Questa vicenda ci ricorda molto la vicenda dei risparmiatori di Banca Etruria. Domenica scorsa eravamo a Firenze ad ascoltare le parole del Giudice Ferdinando Imposimato sulla vicenda.

E’ evidente che Io Stato non tutela il risparmio come invece prevede la costituzione. La politica tutela le banche tutela il sistema. E’ un dato di fatto.

Il risparmio non viene tutelato nelle banche dove ci sono organi preposti al controllo come ABI, la Banca d’Italia e la CONSOB.

Eppure tutti hanno fatto, a sentir loro, il loro dovere di controllo. Ed è successo quello che sapete.

Nelle cooperative non c’è nessun organo preposto alla tutela dei risparmiatori.

I risparmi che vengono affidati alle cooperative a tutte le cooperative, incluse quelle di consumo come la Coop è puro capitale di rischio, rischio elevato al pari di un investimento azionario puro.

C’è solo un autocontrollo interno che limita la raccolta al triplo del cs e riserve. Inefficace come dimostrano le decine di fallimenti di cooperative in tutta Italia.

Quello che possiamo dire questa sera ai soci prestatori è quello di attivarsi e di non stare zitti. E’ quello che avremmo detto nel consiglio comunale in cui mancò il numero legale: organizzatevi in un vero comitato giuridicamente costituito che vi tuteli, che gridi e chieda chiarezza e trasparenza, che incarichi dei soggetti esterni che possano aiutarvi a capire quali scelte abbiamo messo a repentaglio i vostri risparmi. Inseritevi nella procedura di liquidazione come comitato di creditori e vigilate, in quanto anche le scelte di liquidazione possono mettere a repentaglio il recupero dei vostri risparmi.

Ci fa piacere che sia stata approvata in un precedente Consiglio una mozione in cui proponevamo che il Comune si facesse parte attiva nella procedura di liquidazione tramite l’istituzione di un comitato di sorveglianza.

Fatevi sentire, come stanno facendo i risparmiatori di Banca Etruria perchè non è possibile perdere così i risparmi di una vita senza che nessuno ne abbia individuato cause e responsabilità.

Una riflessione:

“I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le istituzioni a partire dal governo, gli enti locali, gli enti di previdenza, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai tv, alcuni grandi giornali.”
“I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela.”

Enrico Berlinguer morto 11.6.1984 oltre 30 anni fa

E questo a sottolineare l’importanza di attivarvi per acquisire consapevolezza ed autodeterminazione e riprendere come cittadini gli spazi che ci competono.

Quanto alla mozione che stasera ci viene proposta mi chiedo se qualche cittadino l’ha compresa:

Non comprendiamo il significato del primo periodo eppure l’abbiamo riletto varie volte.

Vuol dire per caso non riscuotiamo le sanzioni? In tal caso non potremmo votarlo in quanto in quanto sulla questione delle penali comminate in modo difforme abbiamo già segnalato agli organi competenti l’accaduto volto a valutare la presenza di illiceità e danno erariale.

Vuol dire per caso riscuotiamo le sanzioni e poi vediamo? In questo caso potremmo essere anche favorevoli, ma questo disposto cozzerebbe con il provvedimento appena preso di irrogare le sanzioni in modo difforme.

Il secondo periodo poi ci sembra come dire… pleonastico, ci invita a tenere presente la gravità della situazione nelle more della decisione del Consiglio di stato: viene istintivo di fronte a questo monito rispondere come il buon Massimo Troisi … “vabbè …mò me lo scrivo”.

Non parteciperemo pertanto al voto su questa mozione ritenendola semplicemente illusoria e non risolutiva in alcun modo del problema.

 

Movimento 5 Stelle Scandicci

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