Scandicci eri bellissima

eribellissima

Scandicci è un comune italiano di 50 609 abitanti[1] della città metropolitana di Firenze in Toscana; sorge nell’area collinare a ovest di Firenze, […]
Il territorio di Scandicci è circondato dal verde dei suoi boschi, delle colline e da alcuni parchi.

Se fate un giro su Wikipedia e cercate “Scandicci”, questa è la descrizione che ne troverete.
Tutto giusto, tutto corretto. Tranne un piccolo particolare.
Le colline, corona e vanto di questo territorio, della quale vista si bearono il bimbo Benozzo Gozzoli e Lawrence, non ci sono più.

Ma non si tratta di un fenomeno di erosione carsica, o di una improvvisa frana. No, niente di tutto questo.

Le colline sono sempre lì al loro posto, solo che per vederle ci si deve sforzare un po’ e scavalcare la cinta di cemento oltre la quale le ultime due o tre amministrazioni l’hanno costretta. Le stesse amministrazioni, sempre dello stesso colore da 70 anni, che hanno sventrato il territorio dalla Costruzione dell’inutile palazzo dell’Agenzia delle Entrate, al centro artigianale del Padule con i suoi ovali di cemento, tanto invasivi quanto oramai inutili. E perché non citare anche la galleria dell’autostrada che si staglia verso le nuvole causando sentimenti claustrofobici in chi entra in città. la A1 già passava di lì ma senza copertura, scavalcando via Pisana con un vecchio ponte di altezza adeguata al passaggio dei tanti mezzi pesanti e bus che transitavano.
Ovviamente la nuova costruzione non rispettò l’altezza del vecchio manufatto e già subito dopo l’inaugurazione del “muro” alcuni articolati si incastravano gioiosamente tra l’asfalto e il soffitto. Risultato: altri tre mesi di chiusura della strada per scavare un saliscendi che riportasse in regola le altezze. Ma questo è un altro film e ne parleremo a tempo debito.

viaPisana

Torniamo alle colline.
Dal viale di ingresso a Scandicci, prima si godeva della loro vista. Ora quella fuga visiva è occupata dai palazzi della torre direzionale, gli appartamenti mezzi vuoti di Unica, il parallelepipedo dell’auditorium e la fermata Resistenza della Tramvia T1.

vialeNenni

Se si sceglie di bypassare la piazza, si può imboccare via Cristoforo Colombo, sfociando dopo una rotonda talmente piccola che gli autobus faticano ad aggirarla, in via Fanfani. Sullo sfondo si poteva vedere l’argine verde del Vingone, con subito dietro gli ultimi piani delle case del villaggio di Triozzi, e a fare da confine al cielo lo skyline delle colline. Adesso lo sfondo è occupato da un supermercato nuovo fiammante, con tanto di insegna luminosa.

laNuovaCoop

Meglio non va se ci si porta verso il capolinea della tranvia, Villa Costanza, dove resisteva un barlume di naturalità del paesaggio. Per quanto tutto lo spazio fosse stato violentato da anni da una montagna di terra di dubbia provenienza, di altrettanto dubbia composizione e di misterioso smaltimento, l’ultime schiaffo alla bellezza del paesaggio viene data proprio qui, in via della Costituzione. Ancora resiste (ma non è dato sapere per quanto) sul versante opposto ai binari, il boschetto del CNR confinante con quello del castello dell’Acciaiolo, ultimo vero polmone verde di questa città.
Bastava arrivare qui per non vedere le brutture di cemento, godere di un po’ di natura e ammirare nuovamente le colline. Adesso la montagna di terra non c’è più e al suo posto sta salendo lo ziggurat di acciaio e cemento costituito dal nuovo parcheggio-casello-autogrill-cambio di marcia che Autostrade regalerà al mondo. Questo è quanto almeno quattro amministrazioni diverse (?) hanno fatto al nostro territorio.

villaCostanza

Guardate voi le immagini di quanto sta succedendo, giudicate voi se un’amministrazione andata al potere con il grido “una città più verde, ma per davvero” sta rispettando i suoi impegni, o se sta partecipando ad un agone a chi fa peggio tra i vecchio e il “nuovo”.
Non si tratta di essere contro il progredire o il crescere a prescindere, ma di scegliere cosa è giusto e cosa è sbagliato. Se conservare il proprio carattere di cittadina, o di trasformarsi nell’ennesima terra di confine, di conquista, o peggio “di mezzo” (no, la citazione non è casuale). Perché non è finita qui, per nulla.
Wikipedia, infatti, riporta questa testuale dichiarazioni, riguardante un’altra zona di Scandicci, i “Pratoni”:
Dal 2001 la zona denominata i Pratoni ha visto l’apertura di un grande centro logistico per la distribuzione delle merci, da parte di una delle maggiori catene italiane della grande distribuzione che negli anni ha inglobato anche altre realtà produttive in via di trasferimento. Nei prossimi anni, nella zona, sarà edificato un enorme polo commerciale tra i più grandi d’Italia.

Facciamo nostre le parole scritte fino a qualche tempo fa su un cartello indicatore all’ingresso della Città: “Scandicci eri bellissima”