Parlamento in MoVimento e Agorà a Scandicci

 

di Roberto Giorgetti

 

Sabato 7 Dicembre 2013, nella nostra città, quattro parlamentari della Repubblica hanno incontrato i cittadini. Michela, Alessandra, Maurizio e Massimo sono arrivati senza scorta, senza auto blu, senza clamori d’onnipotenza.
Sono venuti nella nostra Piazza Matteotti…. o meglio, in un cantuccio della Piazza Matteotti. L’amministrazione comunale deve aver pensato che per accoglierli la Piazza intera fosse troppa cosa, allora, per non metterli in imbarazzo, ha gentilmente relegato l’evento in uno spazio rinchiuso tra siepi, reti di cantiere e due cestini porta rifiuti. Se invece, come qualche malpensante potrebbe supporre, lo scopo era ridurre la visibilità dell’evento, non è stato raggiunto: nonostante la nebbia e il freddo i cittadini si sono fermati, si sono informati, si sono trattenuti e l’incontro è terminato fin oltre l’orario previsto. I cittadini hanno fatto ai cittadini-parlamentari domande dirette, da pari a pari, senza filtri e senza palchi infiorettati. Domande intelligenti, sensate, a volte provocatorie ma costruttive. Non come quelle dei giornalisti stipendiati con il finanziamento pubblico all’editoria, c he sono capaci quasi esclusivamente di fare domande cretine e servili. E ai più gli ho voluto bene a dir cretine!
Senza avventurarmi in statistiche che non conosco ma a lume di naso, credo sia stato uno dei pochi casi nella storia repubblicana in cui un primo cittadino non abbia fatto almeno un ”capolino” di cortesia a un evento pubblico, che si è svolto sul suolo del suo Comune, e al quale erano presenti ben quattro parlamentari.
Forse il nostro Sindaco era a lustrare la boccia dello spumante per festeggiare il ritorno alla coerenza del suo partito che, dopo anni di politica di destra, finalmente a partire dall’indomani dell’Agorà ha anche un segretario di destra senza se e senza ma.
O forse, completato lo Scempio Rogers e avviato il disastro della Spianata delle Ellissi, era a pensare quale altra parte di Scandicci cementificare.
Spero solo che non fosse a dissuadere i cacciatori dallo sparare in Piazza della Resistenza. Ma su questo non mi va di scherzare, è troppo triste sentire il cinguettio elettronico emesso da altoparlanti e diffuso sopra una distesa di cemento, dove un tempo c’erano alberi e passerotti veri.
A proposito dello Scempio Rogers, sig. Sindaco, ma in tutta Scandicci un architettuccio con poco lavoro a cui affidare il progetto non c’era? Senza entrare nel risultato estetico (non mi piace sparare sulla Croce Rossa), uno del posto, sapendo che ogni tanto a Scandicci piove, per esempio avrebbe disegnato per la tramvia delle pensiline impermeabili. E chissà, magari in cambio ci avrebbe lasciato qualche metroquadratino di suolo permeabile!
Sig. Sindaco, mi consenta un consiglio: venga sabato prossimo al secondo incontro dell’Open Space Technology. Le servirà, le venissero altre idee, per confrontarle con i suoi cittadini prima di applicarle. Ma soprattutto, le servirà per sapere che Scandicci è fatta anche da gente comune, con interessi generali e non solo da palazzinari con interessi privati e cementeficatòri.
A fare da contr’altare all’assenza del Sindaco una presenza inattesa. Alla cena si è presentato un giovanotto biondo di capelli, rosso di barba e yankee d’accento. Partito dal Massachusetts, dove studia il fenomeno del Movimento 5 stelle su cui dibatterà la sua tesi di laurea, è arrivato a Scandicci per parlare con i nostri parlamentari.
Fantastico: i politici ci temono; i giornalisti c’infamano su commissione; il Sindaco ci snobba; il resto del mondo ci studia!!
 
Detto ciò siamo alla cronaca del fine serata. Alle ventitré, mentre Alessandra ci stava raccontando i sacrifici imposti dal pendolarismo fra Badia e Roma, dalle sveglie alle cinque del mattino, dai treni anda-e-rianda e dai ritorni a sera inoltrata, giusto in tempo per rimboccare le coperte ai figli ormai quasi addormentati, è passato Massimo a salutarci. Andava di fretta, l’aspettava una notte da volontario su un’ambulanza. Altro che i rinvoltati nei privilegi che hanno la presunzione di conoscere i nostri problemi e, cosa ancor più grave, di poterli risolvere dopo averceli creati.
Concludo. Grazie a tutti coloro che hanno partecipato, che sono rimasti e ci hanno tenuto al freddo fin oltre il previsto. Grazie a coloro che si sono fermati solo pochi minuti perché la frenesia degli impegni concedeva loro solo quelli. E anche a quelli che passando hanno avuto solo il tempo di prendere qualche volantino da cui assorbire, più tardi e con calma, informazioni che probabilmente non avrebbero mai avuto dalla dis-informazione ufficiale.
Grazie a Massimo, a Maurizio, a Alessandra e a Michela: conoscervi, conoscervi sempre meglio e sempre più da vicino, ci fa stare un po’ più sereni e ci dà la consapevolezza che riveder le stelle si può! E si deve!!