Lo spesometro ed i diritti traditi

di Valerio Bencini

Scrivo due righe in materia fiscale perchè di questa, purtroppo, con grande (in)soddisfazione, tutti i giorni mi occupo.

Agli imprenditori ed a chi lavora negli uffici amministrativi è nota l’ultima vicenda: la non proroga della scadenza dello spesometro. Lo spesometro e un elenco delle operazioni intrattenute con clienti e fornitori, anche privati, che sarà utilizzato per controlli incrociati e per il cosiddetto redditometro.

L’Agenzia delle Entrate ha pensato bene di rifare il lifting ad un modello ormai collaudato. Lifting avvenuto in autunno e l’ultimo atto, il modulo di controllo software per procedere all’invio della comunicazione e stato messo a disposizione il 6 novembre 2013. Da qui le richieste di rinvio della prima scadenza prevista per il 12 novembre 2013 da parte di tutte le associazioni dei contribuenti, dei CAF, delle associazioni delle aziende produttrici di software. La proroga della scadenza arriva ma solo per banche. Crescono le voci di richiesta di proroga ed ecco la magia: con comunicato stampa del 7/11/13 l’Agenzia delle Entrate inventa una non proroga! Ribadendo le scadenze del 12 e del 21 novembre afferma che i contribuenti testualmente “hanno più tempo per effettuare l’invio dei dati attraverso il canale comunicativo Entratel, che rimarrà aperto fino al 31 gennaio 2014. Entro lo stesso termine si potranno inviare anche gli eventuali file che annullano o sostituiscono i precedenti invii.”

Qualcuno definirebbe questa risposta alle richieste dei cittadini un rebus, altri una supercazzola. Che cosa significa che il canale telematico resta aperto fino al 31/1/2014 dato che non ne era prevista la chiusura? Le dichiarazioni tardive e le correzioni possono essere inviate entro un anno, quindi il canale telematico deve rimanere aperto un anno!

La stampa specializzata si è affrettata a commentare ed interpretare che per gli invii fatti entro il 31/01/2014 non ci saranno sanzioni: ma il comunicato stampa niente dice in merito. E la sanzione ha un minimo di Euro 258,00 ed un massimo di Euro 2.065,00=. Di sicuro la proroga c’è stata per le Banche, per il cittadino no.

In pratica l’Agenzia dice ma sì, inviale anche dopo quanto alle sanzioni ……. potrei non applicarle.

Quello che non sopporto è il venir meno dei diritti. Diritti che tutti i giorni vengono ridotti sviliti, mortificati. Non tutti sanno che esiste uno Statuto del Contribuente. La sua importanza è paragonabile allo Statuto dei Lavoratori e anche se quest’ultimo vede attacchi volti a ridurne l’efficacia, lo Statuto dei Contribuenti è proprio carta da macero, come se non esistesse.

L’artico 3 dello statuto del contribuente recita: “In ogni caso, le disposizioni tributarie non possono prevedere adempimenti a carico dei contribuenti la cui scadenza sia fissata anteriormente al sessantesimo giorno dalla data della loro entrata in vigore o dell’adozione dei provvedimenti di attuazione in esse espressamente previsti”.

Ad allora perchè ci si trova nella situazione paradossale di questa non proroga? Basta attuare lo statuto del contribuente. Ed allora perchè ci ritroviamo sempre a ridosso delle scadenze senza sapere cosa fare? E’ in avvicinamento la seconda rata dell’IMU da pagare. Quando sapremo come calcolarla?

Ed allora penserà il mio ingenuo lettore lottiamo per far valere lo statuto del contribuente! Rivolgiamoci ad un garante: tutti gli statuti lo prevedono, ci sarà un garante no?

Certo, tranquilli, l’articolo 13 recita “Presso ogni direzione regionale delle entrate e direzione delle entrate delle province autonome è istituito il Garante del contribuente. Il Garante del contribuente, operante in piena autonomia, è organo collegiale costituito da tre componenti …….”

Eccolo lì, collegiale, 3 componenti scelti fra magistrati, commercialisti, avvocati insomma società civile….. bello!

Fino a ieri. Purtroppo c’è la crisi. Il Dr. Letta con la morte nel cuore deve fare dei tagli. Ed allora che cosa passa per la testa del Presidente: non certo l’abolizione delle province che ormai è diventata la novella dello stento, tagli a privilegi vari o sprechi che anche un bimbo individuerebbe immediatamente: come far quadrare i conti? E nella legge di stabilità ecco arrivare la modifica geniale che sicuramente risolleverà i conti pubblici: il Garante anziché essere un organo collegiale diventa un organo monocratico. Da tre ad uno. Uno solo che decide? Indipendente, esterno? Ma no, risparmiamo facciamolo fare al Presidente della Commissione Tributaria Regionale! Inutile dire che il risparmio di questa operazione è paragonabile al togliere una goccia dal mare del debito pubblico.

Alè la beffa è servita, nel silenzio totale. Tanto chi ha mai alzato la voce in difesa dello Statuto del Contribuente? Eppoi sono tutti evasori, chi se ne frega dei diritti.

I diritti sono importanti sono il fondamento della civile convivenza. Tradire lo statuto del contribuente non è una colpa minore perchè le norme fiscali sono meno importanti di altre. E’ il principio generale che va difeso.

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari,e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei,e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali,e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti,e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me,e non c’era rimasto nessuno a protestare.