Ligio e la cooperativa azzurra, una storia di “Pasticci”.

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Me l’ha racconta un pasticcino, anzi no, un pasticcese (scherzo, so che ci tengono) e ve la riporto come l’ho capita.

A Pasticci, nota cittadina in provincia di Parvenze, non ci sono grossi problemi. Il territorio si sviluppa dolcemente fra la piana e la collina e gli abitanti sono sereni in un Comune che, da sempre amministrato dagli azzurri, ha scelto da anni come vocazione la cultura ed il sociale.
A Pasticci si costruisce il centro cittadino, si costruiscono villette inserite in piani di edilizia popolare, si organizzano spettacoli. Si direbbe, come è ora di moda, che Pasticci rappresenta un’eccellenza.
La vita scorre tranquilla senza particolari sussulti.
Ma recentemente una notizia ha turbato la tranquillità di numerosi cittadini Pasticcesi: una notizia che non ti aspetti e che di colpo fa pensare che Pasticci non sia poi quella città felice e ridente, ma che sia anch’essa ubicata nella terra di mezzo, in quella terra di mezzo in cui sembra si stia impantanando tutta la penisola: la terra che è palude, inciucio, confine fra il legale e l’illegale.
Abbiamo detto che la cittadina è sempre stata governata da amministrazioni azzurre: e poichè tutto il mondo è paese anche la parte edificatoria sul territorio è stata prevalentemente gestita da imprese riconducibili in qualche modo alla parte azzurra. Così va il mondo.
La notizia che ha turbato il sonno di molti Pasticcesi riguarda la realizzazione di alcune centinaia di alloggi di edilizia residenziale a prezzo concordato.
Quando fu fatto il bando per la realizzazione di queste villette inserite in un piano di edilizia agevolata, si presentò un solo soggetto interessato: la cooperativa SOLA, affiliata alla lega delle cooperative azzurre. (si perchè in quello Stato ogni fazione, azzurri, verdi, bianchi ha la propria catena di cooperative o imprese di fiducia)
Tutto sembra procedere per il meglio, i cittadini si iscrivono alla cooperativa SOLA, si realizzano gli alloggi, si vendono con atto notarile. Sono anche bellini. Tutto procede regolarmente, la cooperativa, solida ed efficiente, attiva anche un prestito sociale ed i cittadini possono investire nel prestito sociale i propri risparmi in cambio di una remunerazione interessante.
Ma un bel giorno il meccanismo si inceppa, qualcosa frena e contrasta questo oliato motore.
Cosa può essere?
Un cittadino Pasticcese, che chiameremo Ligio, socio della cooperativa SOLA,  prima di stipulare il contratto si mette a leggere le carte e trova una convenzione stipulata fra il Comune e la cooperativa. Nessuno gli aveva detto alla cooperativa che esisteva una convenzione. La convenzione dice a chiare lettere che le villette sono realizzate in un piano di edilizia popolare per il quale il Comune rinuncia agli oneri di urbanizzazione dell’area edificabile ed in cambio la cooperativa si impegna a venderle ad un prezzo al di sotto di un limite massimo.
Che sorpresa!
(Ligio non ha usato esattamente questa esclamazione!)
Com’è possibile, si chiede Ligio, che, data questa convenzione, il mio appartamento mi venga venduto a 140 quando il prezzo massimo è 100?
Il cittadino Ligio si reca allora dal Sindaco di Pasticci a chiedere lumi, chiarimenti, spiegazioni. Queste non arrivano subito, il Sindaco glissa, deve informarsi, rinvia ……. ed allora il cittadino mette nero su bianco e formalizza la richiesta di chiarimenti.
Passano due anni durante quali il Comune chiama la cooperativa, chiede chiarimenti, chiede copia degli atti ed alla fine la cosa è evidente, è innegabile, è chiara come il sole: la cooperativa SOLA sta vendendo gli appartamenti ad un prezzo superiore al prezzo massimo di convenzione. Ed allora il Comune notifica alla cooperativa l’infrazione e gli comunica l’applicazione delle penali per mancato rispetto del prezzo massimo previste dalla convenzione.
Il tempo passa ancora. La cooperativa continua a vendere sovrapprezzo gli alloggi e contemporaneamente ricorre ai giudici contro l’applicazione delle penali, adducendo tutte le sue ragioni. Ma alla fine i giudici gli danno torto constatando l’illecito della vendita sopra il prezzo massimo e la legittimità delle penali.
E Ligio?
Nel frattempo il cittadino Ligio viene espulso dalla cooperativa e gli viene notificato un provvedimento di sfratto dall’alloggio che gli era stato assegnato in attesa del rogito e nel quale aveva investito tutti i suoi risparmi di una vita.
Perbacco, questo Ligio non se l’aspettava. In fondo ha solo fatto il suo dovere civico, ha cercato di far valere un suo diritto!
Ce l’ha con il mondo intero e ne ha ben d’onde.
La storia è complicata e ce ne sarebbe già abbastanza per non dormire sonni tranquilli, ma non è finita qui.
Di questa vicenda non tutti i soci della cooperativa ne sono a conoscenza. La cooperativa ha migliaia di soci, non solo quelli interessati agli alloggi, ma anche quelli che la hanno finanziata con il prestito sociale. La cooperativa ha sempre difeso la legittimità del suo operato, nelle assemblee che approvano i bilanci e nelle relazioni ai bilanci è sempre stata confermata la sua assoluta solidità.
Ed ecco l’epilogo a sorpresa: la cooperativa improvvisamente affonda.
Parola d’ordine: abbandonare la nave, salvare il salvabile, sciogliere, mettere in liquidazione coatta, richiedere il fallimento via via via … non c’è altro da fare, non ci sono altre strade.
Come mai? Cosa è successo dall’anno scorso? Beh qualcuno dice colpa delle penali, qualcuno parla di crisi del mercato …..
Di fatto il bilancio ultimo presenta una forte perdita che azzera il capitale sociale. La perdita è causata in parte dalle penali ma per la parte più consistente da perdite su crediti.
Perdite su crediti? Quali crediti potrà mai avere una cooperativa se non quelli verso i soci?
(che se non pagano non rogitano e quindi sono poca cosa?)
Ci si accorge allora che la cooperativa con i soldi dei soci ha finanziato, anche con finanziamenti infruttiferi di interessi, (!) altre cooperative azzurre, per importi di decine di milioni di Euro. Finanziamenti per progetti estranei a quelli della cooperativa SOLA che magari si sono rivelati sbagliati o azzardati e le decine di milioni di finanziamenti concessi si sono persi nella nebbia.
Peccato che questi fossero i soldi dei soci, i soldi del prestito sociale, per molti i risparmi di una vita.
Rivedranno qualche cosa? Chi sa se alla fine del processo di liquidazione in cassa rimarrà qualche somma per poterli parzialmente rimborsare.
Allora i cittadini indignati si sono rivolti ai politici per chiedere aiuto, per chiedere un intervento prima della messa in liquidazione della Cooperativa.
Di questo si doveva discutere in un Consiglio Comunale antecedente l’assemblea per deliberare lo scioglimento.
Ma, colpo di scena, gli azzurri fanno mancare il numero legale in Consiglio comunale proprio un attimo prima della discussione di questo problema.
E quindi i cittadini Pasticcesi rimangono soli con il loro problema.
Ed allora appare evidente che la terra di mezzo è ovunque, anche nelle cittadine ridenti ed acculturate.
Ligio è ancora turbato ed arrabbiato, ma sa di avere fatto il suo dovere civico, strada facendo ha trovato tanti amici che lo hanno ringraziato. E’ preoccupato per il futuro, ma la notte dorme i sonni del giusto.
In un paese normale il prestito sociale dovrebbe essere garantito per legge come quello bancario.
In un paese normale non esisterebbero cooperative azzurre, bianche o verdi.
In un paese normale le cooperative sociali dovrebbero avere un controllo statale stringente.
In un paese normale la politica non abbandona i cittadini nel momento del “loro” bisogno.
E’ palese che i fatti narrati sono assolutamente inventati e che ogni riferimento a situazioni e fatti realmente accaduti è puramente casuale.
Amico Pasticcese ti ringrazio di questo racconto. Ma come te lo sei inventato?

Hai avuto un incubo, forse avevi mangiato troppo. Prenditi un Maalox.