Intervento sull’attualità dei valori dell’antifascismo (ODG Consiglio Comunale del 25/02/2015)

DSC03974

 

Riflessione sull’attualità dell’antifascismo

 

Come sempre i nostri interventi sono il frutto di una discussione e di una sintesi che avviene nelle nostre assemblee. Per dare spunti di riflessione e discussione siamo partiti dall’esame della definizione che la normativa dà di antifascismo.

La fonte è la dodicesima disposizione transitoria della nostra Costituzione, che vieta la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista. Tale disposizione trova attuazione nella legge Scelba (645/20 giugno 1952) che recita:

quando un’associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista.”

Legge purtroppo inapplicata che,  sia nel passato che nel presente,  non ha trovato e non trova concreta attuazione, e non è servita ad arginare efficacemente fenomeni come il nascere di gruppi di estrema destra cosiddetti neofascisti.

Ci siamo chiesti cosa significhi oggi essere antifascisti.

Essere antifascisti non vuol dire essere contro un determinato periodo storico,  ma mettere in pratica e difendere alcuni valori imprescindibili: il rispetto degli altri come persone di qualunque etnia o cultura, la tutela delle libertà fondamentali, la condanna della violenza fisica, la difesa della democrazia  il contrasto con tutto ciò che incoraggi le pratiche opposteoppressione, illiberalismo, sopraffazione, antidemocrazia, razzismo. E’ un termine che ha un senso per il presente, è un concetto pieno, reale , che esiste da decenni e che indica una certa idea di mondo, in antitesi a tutte quelle idee che invece ritengono che questi valori, della tutela della libertà, della difesa delle minoranze, o del senso di giustizia contro gli oppressori, della difesa della democrazia e della sovranità popolare non siano dei valori condivisi.  

Riaffermiamo  con forza la valenza e la necessità di essere oggi antifascisti. Ma sentiamo le necessità di sottolineare che la semplice enunciazione del principio non basta: occorre coerenza ed azioni concrete anche nelle cose che possono sembrare non attinenti ma che possono condurre a derive con caratteristiche antidemocratiche.

L’ANPI nel suo opuscolo titolato RIFORMA DELLA POLITICA RIFORMA COSTITUZIONALE ED ELETTORALE  pone un richiamo ed un allarme sulle modifiche costituzionali che limitino la rappresentatività popolare a vantaggio della governabilità.

In particolare nello scritto intitolato “Le riforme, le esigenze della rappresentanza, il rispetto della coerenza costituzionale: una “questione democratica””  il Comitato Nazionale ANPI rileva fra l’altro che:

 

  • l’indirizzo che si sta assumendo nella politica governativa in tema di riforme e di politica istituzionale non appare corrispondente a quella che dovrebbe essere la normalità democratica
  • si sta privilegiando il tema della governabilità (pur rilevante) rispetto a quello della rappresentanza (che è di fondamentale e imprescindibile importanza)
  • si continua il cammino anomalo già intrapreso da tempo, per cui è il Governo che assume l’iniziativa in tema di riforme costituzionali e pretende di dettare indirizzi e tempi al parlamento

 

Ci chiediamo, di fronte alle questioni sollevate che vengono definite non corrispondenti alla normalità democratica (tesi che sottoscriviamo in toto), se queste non possano essere considerate delle derive antidemocratiche.

 

E ci poniamo delle domande:

Limitare la sovranità e la rappresentatività popolare è una deriva?

Ipotizzare un senato di non eletti è una deriva?

Consentire l’utilizzo di decretazione d’urgenza esautorando di fatto il Parlamento dalla discussione su provvedimenti importanti è una deriva?

Avere affidato i media televisivi e dei giornali a pochi oligopolisti con conseguente relegazione del nostro Paese al 49° posto (dopo il Niger ed Haiti) per libertà d’informazione è una deriva?

L’esistenza ormai conclamata di  un patto segreto fatto fra un capo di governo ed un pregiudicato inerente la gestione della politica e delle riforme è una deriva?

Il mancato rispetto della volontà popolare espressa nei referendum, è una deriva?

L’ex  Presidente della Repubblica che testualmente afferma “La critica della politica e dei partiti preziosa e feconda nel suo rigore è degenerata in anti politica, cioè, lo ripeto, in patologia eversiva.” come dovrebbe considerarsi?

Si potrebbe continuare l’elenco, ma ci è sufficiente enunciarne il concetto.

 

La tenuta democratica è strettamente legata ai valori enunciati e difesi nella nostra Costituzione ed ogni modifica alla carta costituzionale deve essere ponderata, condivisa, valutata con i tempi ed i meccanismi dovuti.

L’arrogarsi il diritto di stracciare le regole, il poco o nullo rispetto delle minoranze, sono i comportamenti antidemocratici che rinnegheremo e contrasteremo sempre.

 

Per quanto concerne  il diffondersi a livello nazionale di idee e propagande razziste ribadiamo richiamandolo in toto il nostro intervento già letto in Consiglio Comunale conseguente ad una mozione sullo sgombero dei ROM.

Quindi totale avversità ad  ogni manifestazione di intolleranza razziale ed etnica.

 

Tuttavia ci teniamo a sottolineare la nostra posizione sulla presenza di gazebo ed attivisti di CASAPOUND sul territorio Scandiccese. CASAPOUND è  un’associazione riconosciuta alla quale è consentito presentarsi alle elezioni: finchè non sarà messa al bando a livello nazionale per reato di apologia di fascismo   questa può essere contrastata efficacemente solo a livello di prese di posizione politiche, non amministrative. Sappiamo infatti del clamore e delle vicende che si sono susseguite alla concessione dell’autorizzazione a montare un gazebo in Piazza Togliatti, ed è notizia di questi giorni l’ottenimento delle autorizzazioni necessarie per l’apertura di una libreria in Via D’Annunzio a Firenze  che ha riempito i giornali di polemiche e di alzate di scudi, di mobilitazioni cittadine.

Prendiamo atto che in entrambi i casi negare le autorizzazioni amministrative,  non è stata e non è una strada perseguibile e quindi la risposta deve essere forte e chiara a livello politico.

 

Lo storico Sergio Luzzatto in un libro edito da Einaudi alcuni anni fa titotato “La crisi dell’antifascimo”, spiegava bene che questa crisi , è cominciata innanzitutto nella mancata trasmissione tra generazioni. Le cosiddette agenzie educative, la scuola, la famiglia, e mettiamoci i media, o addirittura le parrocchie, sempre più raramente oggi lo inseriscono tra i loro valori preliminari, la condizione stessa di un possibile discorso pubblico. E se sempre più difficilmente pensano che sia indispensabile come collante comunitario, figuriamoci come orizzonte politico.

 

Siamo favorevoli ad ogni iniziativa che contribuisca a trasmettere questi valori alle nuove generazioni. Ben vengano quindi iniziative in tal senso in occasione del 70’ anniversario della Liberazione


Concludiamo ribadendo il nostro riconoscimento nei valori della Democrazia e della lotta di Resistenza, il fermo impegno contro ogni tipo di prevaricazione sociale,     contro ogni totalitarismo e contro ogni deriva in tal senso, la nostra contrarietà ad ogni azione antidemocratica, la volontà di perseguire gli imprescindibili valori di solidarietà, dialogo, democrazia e sovranità popolare che sono alla base della nostra Carta Costituzionale e che vanno sempre difesi ad oltranza.

Tags: