Intervento sulla mozione a sostegno delle Legge sulla riduzione degli orari degli esercizi commerciali

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L’Aula della Camera ha approvato il 25 settembre 2014 (283 sì, nessun no, 15 astenuti) la proposta di legge sugli orari degli esercizi commerciali: previsti sei giorni all’anno di chiusura obbligatoria per negozi e supermercati. In origine erano 12 ma sei sono stati resi facoltativi. La riforma, che ora passa all’esame del Senato, è un passo indietro rispetto alla liberalizzazione degli orari introdotta dal governo Monti con il decreto Salva Italia. La lotta alla liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali è un cavallo di battaglia del MoVimento 5 Stelle.

Sulla nostra posizione in merito a questa Legge leggerò tre brevi commenti del deputato Michele Dell’Orco, relatore di minoranza e presentatario della proposta iniziale insieme ad altri firmatari del M5S,

Sull’approvazione alla Camera ha dichiarato
«Siamo orgogliosi del fatto che, con il testo approvato alla Camera si sia arrivati a sancire il principio che le liberalizzazioni degli orari degli esercizi commerciali non sono intoccabili e che è necessario tornare ad un minimo di regolamentazione se non si vuole ledere altri diritti e soprattutto, ciò che ci teniamo a ribadire, gli stessi equilibri di mercato. E’ stato dimostrato infatti che le liberalizzazioni non hanno portato ad un aumento dei fatturati ma un lento e inesorabile passaggio di business dai piccoli ai grandi esercizi commerciali. Per questo motivo spero che nel passaggio al Senato si arrivi almeno alle dodici festività di chiusura obbligatoria come era previsto dal testo base».

Un altro aspetto importante di questa Legge riguarda l’art. 4 nel quale si prevede l’istituzione presso il Ministero dello sviluppo economico del Fondo per il sostegno delle micro imprese attive nel settore del commercio al dettaglio.
Su questo punto il deputato Michele Dell’Orco ha commentato:
«Posso senza dubbio dire che è grazie al movimento 5 Stelle che in Parlamento si è tornati discutere della crisi del commercio e del futuro del settore e soprattutto che, grazie alla nostra battaglia e al nostro braccio di ferro in commissione con la maggioranza e con il governo, alla fine si sia trovato questo fondo di 18 milioni di euro all’anno a sostegno delle microimprese imprese del commercio.

Sul passaggio della Legge al Senato ha commentato:
“Nel dibattito che si è svolto alla Camera la difficoltà è stata anche quella di riuscire a superare la spaccatura interna del PD che purtroppo su questo tema non ha una posizione univoca. La prossima sfida del piccolo commercio sarà pertanto quella di arrivare alla calendarizzazione della proposta di legge al Senato perchè riteniamo che la maggioranza farà di tutto per affossare la legge e per non dover prendere una decisione nel merito che rischierebbe di spaccare il partito».