IL SILENZIO DELL’ABBAZIA DI SETTIMO

La-Badia-di-Settimo

 

Abbiamo finalmente compreso cosa intendeva il Sindaco Fallani quando in un passato Consiglio Comunale ammoniva sulla necessità di operare in silenzio
per il Bene della Badia  di Settimo.
Nel Consiglio del 25 febbraio il mistero è stato svelato: in silenzio stava lavorando per tessere quella rete di relazioni, segnali, contatti necessari a trovare
una strada per risolvere il problema della Badia.
Apprendiamo dall’articolo sul La Nazione del 27 febbraio ulteriori dettagli.
Siamo contenti vi sia uno spiraglio per la Badia, abbiamo sempre operato in questo senso auspicando la collaborazione e l’impegno di tutti verso questo risultato.
Pare che la soluzione individuata sia quella di adibirla a foresteria per i Magistrati che frequenteranno la scuola superiore di Magistratura di Castel Pulci.
La strada è ancora tutta da percorrere, è aperta dalle parole del Presidente della Repubblica, ma gli accordi sono ancora tutti da definire.
Ci auguriamo che questa destinazione  sia conciliabile e lasci gli spazi alle attività che il parroco Don Carlo Maurizi auspicava fossero reinsediate nella riunita struttura dell’Abbazia:
l’insediamento di un piccolo ordine monastico, il giardino dei semplici, la lavorazione delle erbe officinali, gli antichi mestieri.
Il Sindaco ha affermato che perseguirà l’obiettivo finale sempre restando in silenzio.
E seppur contenti che qualcosa si muova, ci delude questo modo antico di fare politica.
Seppur il basso profilo sia sempre auspicabile in contrapposizione alla politica degli annunci, non possiamo esimerci dal dire che la politica dei contatti nell’ombra,
del tessere trame non esternate se non al raggiungimento dell’obiettivo, non ci piace.
La politica che noi vogliamo è quella dei diritti, non quella delle gentili concessioni.
La politica che vogliamo è quella in cui tutti gli atti amministrativi devono essere chiari e trasparenti.
La politica che vogliamo è quella in cui le istanze e le necessità dei cittadini, fra le quali rientra sentitamente quella della Badia, siano perorate alla luce del sole.
Se il recupero della Badia è un diritto della cittadinanza, dobbiamo ottenerlo con un chiaro e condiviso  impegno comune.

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