IL RITORNO DELLA BUONA SCUOLA

Dall’intervento dell’assessore Diye Ndiaye in Consiglio comunale, del 30 giugno u.s., appare evidente il totale disinteresse della Giunta comunale di Scandicci per la sorte dei lavoratori adibiti al servizio di trasporto scuolabus.

Questo atteggiamento ci pone un’altra domanda: quali interessi tutela il Partito democratico? Certamente non quelli dei cittadini. Perseguire la strada dell’esternalizzazione di un servizio e quindi la sua privatizzazione, fino ad oggi, ha comportato un peggioramento del medesimo ed un aumento dei costi. Il servizio di scuolabus è rivolto ai bambini e dovrebbe essere gestito avendo sempre presente questo dato. I giovanissimi studenti conoscevano gli autisti ed intrattenevano un rapporto di dialogo con loro. Tutto è finito. Avremo un continuo turn-over e la conclusione di ogni relazione umana, compreso il rapporto di fiducia con le famiglie. Il risparmio per le Casse comunali sarà nell’immediato, ma non avrà un ritorno futuro. In secondo luogo il prezzo stabilito, per il servizio, con la società di trasporti LINEA sarà a rischio, poiché in futuro potrebbe lievitare.

Infine, il Comune ha previsto alternative prima di svendere i propri mezzi?
Si persegue con il solito attacco frontale al mondo del lavoro, accusando un autista di essere sempre in malattia; a questo scopo esistono degli enti preposti ai controlli, e i medesimi hanno sempre certificato il lavoratore.
La verità è un’altra: il partito della “classe operaia” pare essere diventato il difensore non più dei lavoratori e del ceto medio pauperizzato, ma degli interessi delle oligarchie finanziarie apolidi. Questa è la sua vera sua essenza.

L’Assessore alla Pubblica Istruzione dovrebbe come minimo chiedere “scusa” e la Giunta prendere le distanze da lei in relazione a tutta la vicenda. Crediamo che ciò sia impossibile, perché persiste la volontà di attaccare il Welfare state, che porterà, inevitabilmente, ad una maggiore caduta di credibilità della cosiddetta “Buona scuola”