Il bando fantasma

Un bando annunciato, confermato e mai fatto.
La questione delle camere ardenti autorizzate a San Giusto in un locale collocato a pochi metri fra i palazzi adiacenti è stato oggetto di aspre critiche e contestazioni da parte del comitato di cittadini residenti.
La lotta di questi cittadini ha portato al momento alla sospensione dell’inizio di attività di camere ardenti da parte di PAS, fondazione guidata dall’ex candidato sindaco PD al Comune di Scandicci Pacinotti. Sulla vicenda sta anche indagando la Procura della Repubblica per verificare la regolarità delle autorizzazioni amministrative.
Della vicenda si è più volte interessato il Consiglio Comunale.
Il Sindaco Sandro Fallani si è pubblicamente impegnato intervenendo in Consiglio, a promuovere un bando pubblico per poter fare utilizzare a soggetti privati la Cappella presente nel cimitero di S. Antonio.
Lo ha fatto nella seduta del del Consiglio Comunale del 16 marzo 2016, dove ha detto:

[…] Io credo che questo sta nella responsabilità civile e si tratta, molto semplicemente, dell’attuale cappella per le cerimonie laiche al cimitero di Sant’Antonio, quindi di individuare quell’area lì come consona per le cappelle del commiato. Faremo un bando su quello. Qualora qualcuno fosse interessato a parteciparvi, può fare lì le cappelle del commiato. […]

Nella seduta del Consiglio Comunale 30 maggio 2016 ha confermato che i lavori per emanare il bando erano in corso e ne ha anche annunciato il termine:

[…] Stamattina ho sentito l’Ing. Calastrini, mi ha detto la prossima settimana incontrerà il responsabile del project, dopo di che avvieremo le procedure. Con ASL sono stati avviati i primi contatti, ma insomma poco importa, diciamo che nei prossimi mesi, comunque entro la fine dell’anno solare (2016 ndr) completeremo questa procedura. […]“.

Passati 10 mesi da fine anno senza alcuna notizia in merito, il Movimento 5 stelle di Scandicci ha posto una interrogazione per chiedere se il bando fosse mai stato emanato, se no, per quale ragione, se l’amministrazione fosse intenzionata a mantenere l’impegno preso.
Abbiamo avuto una risposta che definire evasiva è volere utilizzare un eufemismo.
Intanto ha esordito rilevando l’evolversi positivo della situazione per i cittadini: non è certo merito dell’Amministrazione se ad oggi tutto è fermo. Se non ci fossa stata una decisa rivolta dei cittadini che hanno manifestato e segnalato la cosa alla Procura della Repubblica, l’attività sarebbe già iniziata da oltre un anno.
Poi ha sottolineato di come l’amministrazione sia impegnata a incontrare i cittadini per la realizzazione del piano strutturale.

Fine della risposta.

Alla richiesta del Presidente del Consiglio se si fosse soddisfatti della risposta abbiamo dichiarato di aver capito che il bando non era stato fatto ma non le ragioni che lo hanno impedito e se sarà fatto in futuro.
Il Sindaco fuori microfono ha detto che sarà valutato nel piano strutturale.
Di fronte a precisi impegni non mantenuti i cittadini presenti anche in sala consiliare hanno avuto risposte vane, anzi non hanno avuto risposte.
L’unico dato di fatto ineluttabile è che un bando annunciato, confermato e promesso entro il 2016 non è stato emanato, senza nessuna giustificazione data ai diretti interessati e con una vaga risposta a precisa interrogazione.
Questo modo di fare politica lo contesteremo sempre. Le decisioni si prendono per i cittadini e con i cittadini. E si rispettano, a meno che l’impossibilità non derivi da fatti oggettivi ed ineluttabili da esternare immediatamente.

Ma d’altronde era un politico navigato e membro di questa giunta colui che disse in un consiglio comunale che “andare a chiedere ai cittadini cosa vogliono, è prostituzione politica”. Era l’Assessore PD Giuseppe Matulli.