È tutto falso #SostieneFallani

Sostiene Fallani per blog

 

Alla nostra Mozione di sfiducia nei suoi confronti, per come l’Amministrazione ha disastrosamente operato sul caso della cooperativa UNICA, il Sindaco Fallani risponde sostenendo che tutto ciò che diciamo in merito è falso.

E’ tutto falso, sostiene Fallani

Vediamole, dunque, una a una, le affermazioni false di cui ci accusa il Sindaco

Sostiene Fallani, 

“è falso che sia stata depositata una mozione di sfiducia nei miei confronti in quanto niente del genere risulta agli atti”

Come un Sindaco dovrebbe sapere, servono le firme di due quinti dei consiglieri affinchè una mozione di sfiducia sia discussa in Consiglio Comunale. Perciò, per raccogliere le firme dei consiglieri,  la mozione è depositata presso la nostra stanza consiliare. Stanza 76.

Il fatto che raggiunga o meno il numero delle firme prestabilite, non cambia comunque la concreta esistenza del nostro atto di denuncia. Vedremo se, almeno i consiglieri all’opposizione, vorranno contribuire affinché la si discuta in Consiglio facendo piena luce sull’operato della Giunta.

Sostiene Fallani, 

“Per primo il Comune ha verificato le incongruenze nell’applicazione dei prezzi di vendita degli appartamenti”

Per primi invece si sono mossi alcuni cittadini, che hanno dovuto insistere non poco nel segnalare anomalie nei prezzi di vendita delle case, prima che il Comune si decidesse a svolgere il suo dovuto compito di vigilanza.

Già nel 2010 iniziano le sollecitazioni dei cittadini affinché l’Amministrazione Comunale controlli i prezzi delle abitazioni, ma è solo con una nota del 29 aprile 2011 che, finalmente, la Giunta Comunale diffidava la cooperativa Unica (unitamente alle altre cooperative consorziate) dal praticare prezzi finali non conformi a quelli stabiliti. In quel lasso di tempo non si è pensato alla tutela dei soci che, loro malgrado, hanno stipulato comunque i rogiti delle case, ed hanno continuato a farlo anche dopo, a prezzi maggiorati.

Sostiene Fallani,

È falso che la sentenza del TAR del novembre 2014 “non sia stata eseguita alla lettera”. 

È il TAR stesso che sottolinea la mancata applicazione della propria sentenza, rilevando proprio la difformità dei metodi di calcolo del Comune.

Si riporta l’Ordinanza del TAR che sospende il procedimento di ingiunzione delle penali, nel quale si dice che il Comune “ha fatto applicazione di criteri difformi da quelli indicati dalla predetta decisione, di modo che, quantomeno per tale aspetto, le censure svolte dalla ricorrente (cioè Unica) presentano apprezzabili profili di verosimile fondatezza. Per questi motivi il TAR accoglie la domande cautelare e per l’effetto sospende l’esecuzione degli atti impugnati.”

Sostiene Fallani,

[Il Comune] “ha applicato le penali alle cooperative”

‘Applicare’ le penali non significa riscuoterle.

Infatti dal 2011 ad oggi nessuna cifra è stata incassata dal Comune, e difficilmente lo potrà fare in futuro.

Sostiene Fallani,

[che] “la sospensione fissata dal Tar è solo temporanea, in attesa del Consiglio di Stato”

Il TAR ha sospeso il PROCEDIMENTO DI ESECUZIONE, e sebbene il diritto alla riscossione delle penali non sia in discussione il Comune dovrà riavviare un nuovo procedimento.

La decisione del TAR sulla sospensione non è condizionata dal giudizio pendente innanzi al Consiglio di Stato, sono due giudizi autonomi e il TAR non deve attendere alcuna decisione del Consiglio di Stato.

Sostiene Fallani,

“il credito del Comune [nei confronti di UNICA] è ancora intatto

Il credito è ancora intatto ma solo sul piano formale. Al termine delle procedure di liquidazione amministrativa coatta in corso è pressoché certo che non rimarrà nemmeno un euro da riscuotere.

Il Comune non si è mosso per fare tempestivamente chiarezza e per tutelare i soci, ad esempio creando un comitato di sorveglianza, come avevamo chiesto in una nostra mozione già approvata, atto a gestire la riscossione per poi pensare di usare questi introiti per finalità sociali.

Anzi, quando abbiamo chiesto di organizzare almeno un tavolo di confronto con esperti del settore, il PD in Consiglio Comunale, con un banale pretesto, ha fatto mancare il numero legale andandosene dai banchi del Consiglio, mancando di rispetto ai numerosi soci di Unica presenti in sala.

Abbiamo una Amministrazione che invece di applicare le sentenze, le interpreta. La Giunta Comunale, infatti, interpretando invece di eseguire quanto disposto dai giudici del TAR, ha ottenuto il vedersi sospendere l’esecutività  del pagamento delle penali, pur riconosciute dalla giustizia amministrativa.

Sostiene Fallani

“da mesi stiamo guidando un tavolo con i rappresentanti eletti dai soci prestatori autoconvocati e la Regione Toscana per trovare una soluzione concreta al problema della tutela del prestito sociale.”

Ben 3500 cittadini, prestatori sociali della cooperativa stessa, rischiano di perdere i risparmi di una vita per l’inosservanza delle generali regole di imparzialità, non contraddittorietà e buon andamento della Pubblica Amministrazione.

Questi principi risultano violati con l’emanazione dell’ordinanza n. 287/15, dell’Amministrazione Comunale, con la quale essa ha male interpretato (e male applicato) inopinatamente e senza alcuna giustificazione, quanto disposto dai giudici del TAR.

Quanto al tavolo, ne prendiamo atto, facendo presente che a noi non risulta, anche a seguito di incontri avuti con alcuni soci prestatori nelle settimane scorse l’esistenza di alcun comitato formalmente costituito né tanto meno con cariche elettive. Un comitato “autoconvocato” non può essere rappresentativo di un numero così grande di persone coinvolte in questa faccenda.

Quanto ancora si vorrà far passare tutto questo per una precisa scelta strategico-legale? Se in futuro si dovessero ripetere questioni simili, magari per altre cooperative in difficoltà, si terrà lo stesso comportamento, mettendo a rischio i risparmi dei soci, senza nemmeno provare a pensare ad un qualche tipo di ammortizzatore?

Al Sindaco la risposta.