C’E’ LA RIPRESA (DICONO) … E SI AUMENTANO LO STIPENDIO

SSSHa fatto bene il sindaco di Scandicci, sgomenta cittadina consolata dalle carezze del Vingone e della Greve, ad usare un post su Facebook per informare la cittadinanza che, la legge vigente, consente a lui e alla Giunta intera di aumentarsi lo stipendio. Ma avranno davvero il coraggio di farlo?
E’ vero, non sarà il mezzo più istituzionale, ma la piazza virtuale delle “faccette amiche” è frequentatissima e affidarle un messaggio vuol dire non voler nascondere nulla, anzi, è forse il mezzo migliore per raggiungere il maggior numero di persone possibile. Onore al merito, quindi, a questo sindaco e alla sua Giunta che non sempre hanno brillato per chiarezza e trasparenza. Nelle orecchie delle persone di sentimento democratico risuonano ancora con dolore frasi del tipo “agiamo sottotraccia” o “ascoltare il volere del Popolo è prostituzione politica” e ancora “il Consiglio Comunale non è il luogo in cui portare le istanze dei cittadini”.

Purtroppo la crisi incombe e, a fronte del privilegio che alcuni HANNO di aumentarsi lo stipendio, in virtù (sia chiaro) di una legge nazionale, ci sono milioni di persone che vivono sotto la soglia di povertà, alcune delle quali non escluderei che si trovino proprio a Scandicci.
Sicuramente, a Scandicci, ci sono 3.500 persone che rischiano seriamente di perdere i loro risparmi, affidati, sotto forma di prestito sociale, ad una cooperativa edificatrice che naviga in acque non sicure, rese ancora più agitate forse anche dalla confusionaria gestione, proprio da parte del Comune, dei piani PEEP.
Sarebbe quindi auspicabile che, sindaco, relativo vice e assessori, venissero informati di qual è la vera situazione in cui versano molte famiglie italiane che non hanno poltrone, sedie e nemmeno posti in piedi all’interno dei palazzi del potere. Basterebbe questo, ne sono sicuro, perché decidessero di rinunciare, se già non l’hanno fatto, a questo riconoscimento economico che la legge, lo ripeto ancora, gli consente di concedersi.
Ripeto anche che ha fatto bene il sindaco ad usare Facebook per informare i cittadini ma, ancora meglio, farebbe a togliere i “filtri” che non consentono a chi non gli è “faccetta amica” di commentare quello che scrive. Sono sicuro che in tal caso qualcuno lo avrebbe reso edotto di cosa c’è fuori dal Palazzo e allora, a quell’aumento, rinuncerebbe di propria sponte, insieme agli altri baciati dalla medesima fortuna, senza nemmeno suggerirglielo.

Ma di quali cifre parliamo? Per il primo cittadino si parla di un aumento di quasi 400 euro netti al mese che porterebbe, se accettato, il suo compenso ben oltre i 2.600 euro, sempre netti e sempre mensili. La musica migliore suonerebbe però per il “vice” che vedrebbe “lievitare” il suo compenso di quasi 900 euro per arrivare, netti, a quasi 2.100 euro mensili. Per finire, i “poveri” assessori, godrebbero di un incremento di circa 650 euro che porterebbe il loro compenso a 1.730 euro mensili.

Continuando nella lettura del post, dopo la snocciolata delle cifre, viene il sospetto, ma forse si è solo espresso male, che abbia già deciso di accettare. Infatti, scrive testualmente, “Mi prendo la responsabilità di questa scelta che faccio con la massima consapevolezza, volendo tutelare la dignità del lavoro dei miei assessori, che sono a tempo determinato (…) a fronte di responsabilità penali e civili”.
Nessuno può dire, se non lui stesso, se fra le parole “questa” e “scelta” la mancanza della parola “dolorosa” sia dovuta ad un’insufficienza di “faccia tosta” o per mera svista.
Quello che invece possiamo ricordargli è che la “dignità del lavoro” la meriterebbero tutti: anche i precari, gli aggrediti dagli Studi di Settore, gli autonomi soffocati dalla pressione fiscale e dalla insaziabile burocrazia, i pagati a nero senza diritti e i disoccupati (tanto per fare degli esempi).
Quanto invece allo status di lavoratori a tempo determinato, basta fargli presente che ormai lo siamo tutti, grazie alla mano santa del Job act (e chissà se si è mai chiesto perché il governo usa nomi stranieri per i suoi provvedimenti italiani).
Per quanto concerne le responsabilità, dovrebbe sapere che, quelle di ordine civile sono rese indolori (per chi le compie) dalle polizze assicurative e che, comunque, quasi mai ricadono sulle spalle dei degli amministratori. Ciò soprattutto dopo l’approvazione del “ddl delega Madia” che prevede “l’esclusiva imputabilità” dei dirigenti (inserita attraverso un emendamento del relatore Giorgio Pagliari) sui quali ricadrà sia l’intera responsabilità amministrativa-contabile, sia quella per i danni erariali eventualmente provocati dalla loro attività gestionale, salvando di fatto sindaci, governatori di regione e ministri che risponderanno esclusivamente per le scelte di indirizzo politico-amministrativo. Ma anche al netto del “ddl delega Madia” la storia insegna che a pagare è sempre Pantalone, inteso come tasca del Popolo.
Dovrebbe anche sapere che per non incorrere in responsabilità penali basta non compiere illeciti di tale rango. Capisco che, in questo senso, appartenere al partito di riferimento dell’amministrazione di cui stiamo parlando porta leggermente sfiga, ma con un po’ di attenzione e di buon senso ce la possono fare!! Solo a titolo esemplificativo, per volersi impastoiare nel penale, bisognerebbe per esempio che un rappresentante del popolo usasse per scopi personali o familiari le auto di servizio, cosa che nessun amministratore onesto e di buon senso si sognerebbe mai di fare. Può dunque star tranquillo il nostro primo cittadino perché il penale non colpisce mica alla “in do’ cojo cojo” ma bisogna andarselo a cercare.
Ovviamente, dato il partito di cui sopra, il nostro scrittore di post non accenna minimamente alle sconosciute responsabilità morali.

Nel proseguire la scrittura, il nostro simpatico sindaco, ribadisce il concetto di dignità, questa volta non riferendosi strettamente al lavoro ma, più genericamente, alla persona; ad ogni persona, che ha (o avrebbe) il diritto di mantenere se stessa e la propria famiglia. Giusto!!
A questo punto urge però scegliere una delle seguenti ipotesi: a) il primo cittadino di Scandicci non sa che ci sono persone, intere famiglie con tanto di bambini, che si trovano in condizioni economiche di non dignità; b) ritiene che i pensionati con la minima, i disoccupati, i precari e i sottopagati non siano persone. Infatti, sempre il suo partito di riferimento, nega con ostinazione un Reddito di Cittadinanza che io, con altrettanta ostinazione, continuo a chiamare Reddito di Dignità.

A questo punto ho dimenticato quattro cose: un paragone, una motivazione, una domanda e una conclusione.

Il paragone è questo: il sindaco giustifica il suo compenso con i rischi civili e penali ma un vigile del fuoco, che a rischio mette la sua vita ogni volta che sale sul camion rosso, deve accontentarsi di un compenso che è la metà del suo. Che un pompiere abbia la metà della dignità di un sindaco? Questo no, questo non credo! (cit.). Mi rifiuto di crederlo e di accettarlo!!
Continuando la partita nella metà campo del rischio penale, e di come questo dovrebbe influire e giustificare la composizione di un compenso da lavoro, è giusto ricordare che un ferroviere addetto alla manovra degli scambi (una sua minchiata è capace di fare decine di morti) guadagna meno di un assessore del Comune di Scandicci. Così, tanto per dire!
Approfitto per ricordare che c’è una strada, Via Dell’Ospedale, che, per l’appunto, serve per andare e per tornare dall’ospedale di “Torregalli”. E’ una strada di confine a due corsie: quella per “tornare” è nel Comune di Firenze e l’altra, quella per “andare”, è nel Comune di Scandicci. La prima è asfaltata, non proprio un biliardo ma passabile. La seconda è la riproduzione del suolo lunare con buche così stantie che stanno per passare sotto la cappella della Sovrintendenza. Dio non voglia che l’Unesco le faccia Patrimonio dell’Umanità sennò col piffero che un giorno qualcuno, dotato di buona volontà, potrà ricolmarle di asfalto.
Intanto, i volontari che si prodigano gratuitamente nella guida delle ambulanze, la percorrono ogni giorno contromano nel tentativo di alleviare le sofferenze dei trasportati, rischiando ogni volta sotto il profilo civile, penale e anche morale. Ma di loro chi se ne frega, mica sono sindaci!! E nemmeno assessori.
A proposito di rischio morale, se fosse stato contemplato nel post del sindaco, avrei paragonato con il suo compenso i poco più di duemila euro mensili che percepisce un medico di Pronto Soccorso. Ma non l’ha fatto e io non faccio il confronto. E non faccio nemmeno quello con le pensioni minime. Fatelo voi!

La motivazione, quella che ha generato la possibilità di aumentarsi lo stipendio: l’incremento del numero di abitanti, qualche decina, che hanno fatto scavallare la soglia dei 50.000 residenti, il che non comporta certo un reale aumento della mole di “lavoro”. Se qualcuno avesse visto l’aumento come un premio per il miglioramento della qualità di vita nella cittadina è autorizzato a rimanere deluso. Lo stesso vale per chi avesse pensato ad un premio per la messa in sicurezza degli edifici scolastici e delle strade; per aver interrotto la politica dello spreco di suolo o per aver ruggito ai signori dei project financing.

La domanda, molto semplicemente, è: sapranno i componenti della Giunta che c’è una forza politica che i compensi, invece di aumentarseli, se li taglia?

E infine la conclusione: io non so (e non mi interessa nemmeno di saperlo) se i componenti della Giunta hanno o meno la facoltà di rinunciare a quel cospicuo incremento di compenso di cui abbiamo parlato finora.
Quello che so per certo è che se non possono rinunciare possono restituire. In tal senso i precedenti ormai non mancano e non devono nemmeno cercare molto lontano: tre consiglieri di opposizione dello stesso Comune restituiscono già i loro gettoni di presenza. Sono quelli del MoVimento 5 Stelle.
Con la restituzione dell’aumento di compensi potrebbero Sindaco Sandro Fallani (151)asfaltare Via dell’Ospedale… O comprare la carta igienica per le scuole… O finanziare la sostituzione di un tratto di acquedotto fatto di tubi in cemento-amianto… O togliere i posteggi a pagamento sul suolo pubblico.
Così, per dire, tante volte si tenessero quei soldi pensando che alla collettività non servono.