Cara Sig.ra Laura Boldrini…

di Roberto Giorgetti

 

Carissima Sig.ra Laura Boldrini, Principessa della demagogia,

vorrei farLe notare che a screditare le istituzioni sono la corruzione e le trattative con la mafia, lo scandalo MPS e la prostituzione minorile in camera dell’imperatore, un Parlamento che non è espressione del voto dei cittadini (Pd e Pdl insieme governano dopo aver perso 9 milioni di voti), l’acquisto degli F35 e la TAV ai quali non si può rinunciare perché qualcuno (forse) ha già intascato la prima rata delle tangenti relative.

Io mi vergogno di Equitalia e dei 400 suicidi indotti in un anno, dei tagli alla sanità e alla cultura, della disoccupazione giovanile che galoppa e delle pensioni faraoniche, del balletto sull’IMU e delle intercettazioni bruciate, degli incentivi per inceneritori e discariche, del decesso assistito della scuola pubblica, del governo del Partito Unico dei nipoti degli zii e degli incompetenti che troppo spesso Le siedono davanti (quando non sono assenti, ovviamente).

Cara Sig.ra Laura Boldrini, mentre Lei si indigna per gli “insulti di Beppe Grillo“, io mi indigno col PD, che abbia “L” o non ce l’abbia non ha nessuna importanza (tanto non c’è nessuna differenza) e dei suoi dirigenti, del partito di Monti (pardon, delle banche) colpevoli del disastro di cui noi, solo noi, paghiamo le conseguenze.

Invece sa, sig.ra Laura Boldrini, io non mi vergogno per niente delle parole di Grillo, che, non essendo un demagogo come Lei e le persone da cui evidentemente si circonda, usa il lessico delle persone comuni, esprimendo con quello, la loro rabbia.

Ad esempio, nel tentativo di farmi capire anche da molti dei suoi colleghi che solitamente hanno, a mio parere, qualche difficoltà. Immagino che Lei non sia solita chiamare il camion degli spurghi quando il suo water è otturato, avrà la servitù che lo fa per Lei. Bene, mi consenta di porre il caso, solo per questo esempio, che Lei sia una persona comune e che quel benedetto camion se lo debba chiamare da sola. Ebbene, se al centralinista della ditta degli spurghi dice “venite per favore, ho la fossa biologica piena d’oro” molto probabilmente non manderanno nessuno, perché la sua richiesta è incomprensibile, se invece dice “venite per favore, ho la fossa biologica piena di merda” nell’arco di poco tempo sentirà il rombo del motore e il camion sarà lì, sotto le sue finestre, pronto per l’aspirazione, questa è la differenza fra Beppe Grillo e i politicanti che Lei presiede, rappresenta e difende, Grillo chiama molto semplicemente le cose con il proprio nome, cosa alla quale capisco, non siete abituati, cosa che, soprattutto, vi terrorizza perché usando un linguaggio popolare, a differenza vostra, si fa capire, e questo per voi è più pericoloso di un F35 che vi rincorre a dieci centimetri dalle chiappe.