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L’accertamento Agenzia delle Entrate di 6 milioni di Euro

Sintetizziamo in questo articolo i fatti e le nostre considerazioni sulla vicenda.

 

I fatti:

La vicenda si inserisce nell’affidamento della realizzazione del nuovo centro cittadino alla società Scandicci centro srl attraverso un contratto di project financing. (leggi qui)
In esecuzione degli accordi contrattuali il Comune di Scandicci in data 28/7/2009 cede alla società Scandicci Centro srl le aree edificabili ove saranno realizzati i due edifici, uno commerciale ed uno residenziale che diventeranno di proprietà della società Scandicci Centro e saranno da questa liberamente venduti.
Il Comune trasferisce le aree con atto notarile soggetto a tassa di registro pagando circa 200.000 Euro. In data 28/9/2007 Scandicci centro emette fattura per la controprestazione contrattualmente stabilita in cambio della cessione delle aree. (realizzazione della stazione piazza e auditorium) per l’importo di Euro 1.818.000+ IVA 10%
In data 9/10/2009 il comune pone un interpello alla direzione regionale delle Entrate per chiedere se tale fattura doveva essere assoggettata ad IVA.
La direzione regionale rigetta l’interpello in quanto mancante del requisito della preventività: gli interpelli si possono fare solo su comportamenti tributari da accadere e non già accaduti.
Tuttavia ritenendo il quesito interessante lo trasmette alla direzione centrale di Roma.
La direzione di Roma risponde il 30/7/2010 che tutta l’operazione deve essere assoggettata ad IVA sia la cessione delle aree fatta dal Comune (invece assoggettata a tassa di registro)
sia la controprestazione fatturata da Scandicci centro srl.
Il Comune dispone quindi il pagamento dell’IVA a favore di Scandicci centro dell’importo dell’IVA di Euro 181.000,00.

 

Passano quasi cinque anni…

In data 22/12/2014 l’Agenzia delle Entrate di Firenze notifica al Comune di Scandicci un accertamento tributario richiedendo, fra imposte e sopratasse una cifra che si aggira intorno ai 6 milioni di Euro.
L’AdE, partendo da un accertamento già fatto nei confronti della società Scandicci Centro srl, contesta i seguenti rilievi:
la fattura emessa da Scandicci centro srl al Comune di Scandicci doveva essere assoggettata ad iva al 20% e non al 10%. La differenza è circa Euro 181.000=
si chiede perché se il prezzo corrisposto del Comune era di 1.818.000 Euro la fattura emessa per controprestazione non era 1.818.000 IVA inclusa ma è stata emessa con aggiunta di IVA? Nel caso fosse stata IVA inclusa il Comune non avrebbe pagato ulteriori 181.000 Euro.
L’agenzia delle Entrate, riprendendo il parere della direzione Centrale di Roma e di precedenti risoluzioni già emanate in materia, contesta il fatto che il Comune avrebbe dovuto assoggettare l’operazione ad IVA e non ad imposta di registro. Avrebbe dovuto emettere fattura con IVA.
Ed in conseguenza di ciò a che valore? Essendo in presenza di una operazione permutativa, come risulta dal combinato disposto degli articoli 11, 13 e 14 del DPR 633/72, al valore “normale” del bene ceduto. L’Agenzia delle Entrate valuta il valore normale del bene ceduto 11.784.000 anziché 1.818.000 come indicato dal Comune.
Da qui IVA evasa, sanzioni e totale dell’accertamento vicino a 6 milioni di Euro.
E segnalazione del reato avente rilevanza penale alla competente Autorità Giudiziaria a carico dell’allora Sindaco Simone Gheri.

Leggi qui l’avviso di accertamento.

 

Le considerazioni:

Ma durante la disamina dei documenti e gli accessi agli atti che abbiamo fatto ci è sorta una domanda:

– Ma il Comune perchè ha assoggettato l’operazione a tassa di registro anzichè emettere fattura con IVA?
– Non erano stati chiesti pareri o analisi sul profilo tributario dell’operazione?
Ebbene sì, pareri in atti sono stati rinvenuti:

  1. un parere dell’Avvocato Paolo Pecchioli allegato alla delibera di Giunta 109 del 7/06/2007 pagine 43e 44: consiglia di assoggettare ad IVA la cessione (Leggi qui)
  2. nell’asseverazione del Piano di Project Financing rilasciata dalla Banca CR Firenze pagina 7: considera il prezzo di cessione delle aree da assoggettare ad IVA 20% (Leggi qui)
  3. nella valutazione dell’interesse pubblico dell’operazione rilasciata da FIDI Toscana pagina 16: ritiene il corrispettivo operazione imponibile ai fini IVA (Leggi qui)

Tutto quanto rinvenuto in atti converge nell’indicare senza dubbio che l’operazione avrebbe dovuto essere inquadrata nell’assoggettamento ad IVA.
E quindi la domanda: chi e perchè, sulla base di quali diversi supporti tecnici ha deciso, viceversa, di percorrere la strada della cessione delle aree con imposta di registro anzichè con IVA?

Da sottolineare che il percorrere la strada dell’assoggettamento ad imposta di registro anzichè ad IVA non ha avvantaggiato nessuno, anzi, ha danneggiato il Comune.
Infatti, se si fosse emessa fattura, il Comune avrebbe emesso una fattura con IVA, avrebbe ricevuto una fattura con IVA per lo stesso importo, IVA attiva con IVA passiva si sarebbero compensate e non sarebbe stato pagato niente.
Invece, assoggettando l’atto a tassa di registro, sono stati pagati dal Comune circa 200.000 Euro di tassa di registro oltre 181.000 Euro di IVA sulla fattura ricevuta.

Indubbiamente non è stata applicata quella che il Codice Civile definisce “la diligenza del buon padre di famiglia”: prudenza e diligenza avrebbero voluto il rispetto delle indicazioni ricevuti agli atti.
Si potrebbe obiettare che le indicazioni di assoggettare il tutto ad iva erano in atti del 2007 quando l’operazione è avvenuta nel 2009: ma allora, anche in questo caso, diligenza avrebbe imposto di acquisire un nuovo
parere, essendo in presenza di una particolare e complessa tipologia di operazione contrattuale.

 

Ma non è finita qui

Un’altra nuvola si addensa sulle teste dei cittadini di Scandicci: l’operazione come abbiamo detto è inserita in un contratto di Project Financing.

In tre parole un contratto di Project Financing coinvolge tre soggetti:
Il soggetto esecutore del piano: ha l’obbligo di realizzare l’opera (e non si assume nessun rischio)
Una Banca: finanzia l’esecutore sulla base di un business plan (nel nostro caso trentennale) asseverato dalla Banca e garantito dalla Pubblica Amministrazione. (e quindi non si assume nessun rischio)
La Pubblica amministrazione: garantisce il business plan e si impegna a riequilibrarlo in caso non rispetti le previsioni per qualsiasi ragione (e si assume tutti i rischi).

Presumibilmente Scandicci Centro ha ricevuto un accertamento quantomeno speculare al nostro: circa 6 milioni di Euro.
L’esito di questo accertamento ricadrà sul Comune in quanto la somma da pagare graverà sui bilanci di Scandicci centro e quindi sul Business plan che il Comune è obbligato a riequilibrare.
La nube che si è addensata è quindi carica di 12 milioni di Euro.
Ci auguriamo che un buon tributarista, di cui abbiamo auspicato l’incarico, riesca a mitigare al massimo questi accertamenti.
Rimanete in ascolto: vi terremo aggiornati su tutti gli sviluppi.
Se volete rivedere il VOSTRO intervento sull’argomento esposto in Consiglio Comunale, guardate qui sotto.