Bilancio di previsione 2014 – Il nostro intervento in consiglio comunale

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Pubblichiamo il nostro intervento in consiglio comunale del 29 settembre sul bilancio di previsione:

 

Inutile sottolineare la stranezza legislativa che ci porta ad approvare un bilancio di previsione 2014 il 30 settembre, quando i 9/12 del bilancio sono già stati spesi senza alcuna indicazione previsionale e programmatica approvata.

Indubbiamente la Legge Nazionale lo Consente, in commissione bilancio è stato detto che questo ritardo è da imputare alle incertezze sulle poste in entrata, ma abbiamo il sospetto che questo ritardo sia dovuto principalmente dalla volontà politica della giunta precedente di non prendersi la responsabilità di applicare la TASI a ridosso di una importante tornata elettorale.

Nel Comune di Bagno a Ripoli il bilancio di previsione è stato approvato nella seduta del 9 aprile 2014, il Comune di Sesto Fiorentino nella seduta del 28 marzo 2014 tanto per citare due esempi vicini. Quindi si poteva fare anche prima se la TASI fosse stata deliberata.

Da una lettura formale del bilancio si hanno informazioni contraddittorie e fuorvianti.

Abbiamo fatto rilevare in Commissione Bilancio come alcuni dati rappresentati per l’anno 2013 non fossero corrispondenti agli stessi dati riportati nel bilancio definitivamente approvato.

Le voci in entrata, in uscita, tutti gli indicatori di bilancio che riportano il dato del 2013 non collimano con il bilancio 2013 approvato in consiglio.

Ci è stato spiegato che purtroppo è una anomalia causata dal fatto che il bilancio previsionale generalmente si approva contestualmente al bilancio definitivo e quindi i dati riportati nel previsionale non si riferiscono al bilancio dell’anno precedente consuntivo, ma a quello dell’anno precedente preventivo.

Non cercate quindi leggendo il bilancio preventivo di confrontarlo con i risultati consolidati degli anni precedenti: i prospetti dei dati degli anni precedenti riportano dati disomogenei.

In particolare i prospetti riportano i dati 2011,2012,2013 e 2014.

I dati del 2011 e 2012 sono dati di bilanci consuntivi definitivi, i dati del 2013 e del 2014 riportano quelli dei bilanci previsionali. In pratica, come si sul dire, si confrontano le pere con le mele.

Conseguenza di ciò è che anche tutti i prospetti di dettaglio di spesa sono illeggibili, in quanto la colonna “impegni ultimo esercizio chiuso” non si riferisce al 2013 come letteralmente indicato, ma al 2012, la colonna “previsioni esercizio in corso” non al 2014 come letteralmente intuibile, ma al 2013 e con il dato di previsione e non di consuntivo. Una confusione ed una disomogeneità incredibile.

Lo stesso Vice-Sindaco ha rilevato in Commissione come le disposizioni di Legge sul bilancio degli Enti Locali rendano di fatto difficilmente leggibile e comprensibile un bilancio anche agli addetti ai lavori.Da anni si attende una riforma in materia di bilancio degli enti locali, una riforma che faccia chiarezza e renda i bilanci più comprensibili e controllabili. Ma evidentemente non è un priorità, manca la volontà politica di renderla tale.

Abbiamo colto l’occasione per sollecitare in commissione, e la rinnoviamo in questa sede, l’invito a perseguire l’obiettivo di trasparenza contenuto nel programma di coalizione, andando ad affiancare agli schemi di bilancio, nella sezione trasparenza del sito comunale (della quale la Legge prevede solo il contenuto minimo), schemi tabelle e riepiloghi che consentano ai cittadini di comprendere in modo chiaro ed univoco le voci di bilancio, di comprendere con chiarezza ed immediatezza come i loro soldi vengono spesi. Subito, a partire dal prossimo bilancio, senza attendere l’ormai annosa promessa di cambiamento delle regole di redazione del bilancio degli enti locali.

Nel merito del contenuto del bilancio previsionale il Vice-Sindaco ha ribadito quanto aveva affermato in sede di dibattito sull’introduzione della TASI.

Tre sono per questa amministrazione le voci di spesa intoccabili:

Sociale

Istruzione

Cultura

Fermi questi punti, nessuna azione seria di contenimento della spesa è stata messa in atto.

Sono stati ridotti i costi del personale. Ma non in un’ottica di spending review ma bensì in un blocco del turnover che di fatto riduce il personale va non va nella direzione di una revisione delle mansioni, delle indennità.

La giunta ha introdotto la TASI in una misura del 2,5 % per sopperire ai minori trasferimenti.

Altre strade alternative non sono state percorse.

Un dato del bilancio preventivo triennale ci preoccupa.

Nel bilancio previsionale per il 2015 si rileva un aumento dell’addizionale comunale IRPEF di quasi il 50%. Un altro milione e 600 mila euro sottratto dalle tasche dei cittadini. Un altro salasso pari ad oltre il 50% della TASI.

Sappiamo bene che non è una scelta definitiva, che deve essere ratificata da una delibera, ma mostra comunque una chiara direzione verso la quale la giunta è orientata.

In un bilancio di spesa di circa 70 milioni di euro trovare risparmi che consentissero, ad esempio di non introdurre la Tasi, come moltissimi piccoli comuni hanno fatto ma anche comuni capoluogo di provincia come Olbia e Ragusa.

La Tasi incide sul bilancio del comune per circa 3 milioni di Euro.

Rapportata al totale delle spese di circa 70 milioni di euro una revisione della spesa inferiore al 5% ne avrebbe coperto ampiamente il costo.

Chiediamo e chiederemo una revisione della spesa voce per voce, una spending review chiara e motivata che colpisca ogni settore della macchina amministrativa.

Il piano dei rifiuti e la conseguente applicazione della TARI lo abbiamo già commentato separatamente ed espresso voto contrario.

La trasparenza auspicata è ancora lontana.

I dati che ci vengono forniti sono quelli sintetici aggregati obbligatoriamente previsti dalla Legge.

Alla nostra domanda se l’amministrazione intendesse introdurre forme di bilancio partecipato è stato risposto che bisogna essere seri, che lasciare che i cittadini decidano sulla base di chi grida di più non è una buona politica.

Non è questo quello che intendiamo per bilancio partecipato. Per bilancio partecipato intendiamo che questo deve avere un contenuto chiaro e condiviso, pienamente compreso.

I cittadini devono essere consapevoli e coinvolti nella gestione delle risorse. La legittimazione politica ricevuta con le elezioni non può trasformarsi in un faccio come mi pare e l’informazione che viene data non può essere monodirezionale.

Il nostro insediamento in consiglio avvenuto nel mese di giugno farà si che con i dovuti tempi acquisiremo tutte quelle informazioni necessarie a questa comprensione e faremo in modo che anche la cittadinanza ne sia a piena conoscenza.

Il bilancio partecipato è la conseguenza di una politica partecipata e politica partecipata vuol dire coinvolgimento ed ascolto della voce dei cittadini su tutte le scelte della vita cittadina. A partire da quelle urbanistiche, alla gestione dei rifiuti e delle risorse in genere.

Il bilancio di per se è solo lo specchio delle scelte politiche.

Accenniamo in questa sede ad un piccolo segnale che daremo in direzione della necessità di agire anche su tutte le cose anche quelle apparentemente piccole.

I tre consiglieri del movimento cinque stelle devolveranno ai cittadini i gettoni di presenza alle riunioni del consiglio comunale. Chiederanno di farlo anche al resto del consiglio, se già non lo fanno e se lo riterranno opportuno. Decideremo con una apposita riunione come devolverlo.

Ed su questo ci aspettiamo già commenti del tipo che si tratta di pura demagogia, di populismo, che la cifra è talmente piccola da essere insignificante.

Sappiamo bene che è una goccia nel mare ma un segnale politico chiaro che ognuno di noi in questo periodo di crisi, deve contribuire per quanto possibile. È dovere da parte di ogni carica istituzionale a qualsiasi livello, centrale o locale, dare segnali di rinuncia, di piccole o grandi riduzione delle spese di fronte ai cittadini che in questi anni stanno attraversando situazioni drammatiche per una crisi economica che mai è stata così grave. Disoccupazione, aziende in crisi, famiglie sul lastrico.

Scandicci non è un’isola felice non è avulsa dal contesto nazionale.

Per questo motivo voteremo contro questo bilancio preventivo che non fa intravedere nessun cambiamento di rotta rispetto a quella tracciata dalla precedente amministrazione.

Saremo tuttavia sensibili e favorevoli a supportare, strada facendo, tutte quelle iniziative che vadano nella direzione sopra indicata.