Beni culturali… (s)vendesi!

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Scusate ma non ce la faccio.

Non ce la faccio a pensare ad una foresteria per magistrati.Non ce la faccio a pensare ad un resort con 80 camere con bagno ed aria condizionata.

Non ce la faccio a pensare ad 80 magistrati che si aggirano nel chiostro con in mano il codice penale al posto del codice Divino.

Non ce la faccio a pensare che tutto ciò possa essere realizzato in uno dei complessi monastici più importanti d’Europa.

No, non ce la faccio, nella Abbazia di Settimo proprio NO!

Tutta questa vicenda è sbagliata, è un fallimento, una sconfitta, una debacle della nostra politica.

Il prossimo 6 Marzo, si svolgerà il consiglio comunale, le opposizioni lo avevano chiesto aperto, poichè avrebbe consentito di far intervenire degli esperti, ma non è stato concesso dal Sindaco, e ci toccherà parlarne in un Consiglio Comunale ordinario.

Avremmo potuto sentire il parere di storici competenti, di rappresentanti di associazioni tipo Italia Nostra, far intervenire personalità di rilievo che si sono occupate anche recentemente del problema.

Assisteremo invece ad uno sterile palleggio di discorsi fra Consiglieri di maggioranza ed opposizione, ascolteremo con il dovuto rispetto il vibrante discorso del Sindaco.

Et voilà, problema consiglio aperto driblato, si procede nell’incubo prospettato dal Sindaco in una lettera aperta diffusa proprio ieri, avviando la richiesta  ad un soggetto privato (Banca CRF) di finanziarne lo studio di fattibilità. Questa la linea già dettata per iscritto dall’amministrazione, che anticipa ogni esito del dibattito, ne sterilizza, se mai ce ne fosse bisogno, ogni improbabile effetto di ascolto.

Sarà l’unica strada percorribile? Non avremo contraddittorio.

La Senatrice Michela Montevecchi che se ne è occupata anche in commissione cultura,  ritiene che sia una strada sbagliata, che la strada maestra sia il suo recupero come bene culturale. Come risulta chiaro dagli impegni del Governo presi in Commissione Cultura.  Ma i Grillini si sa, sono rompiscatole e poi non sono al governo quindi il loro parere vale zero. E non sia mai che il PD locale alzi la voce per ricordare una promessa al PD nazionale.

Va tutto bene, tranquilli, il Sindaco ha la soluzione già pronta.

Il Sindaco ha sempre dichiarato di lavorare sotto traccia per il bene della Badia.

Talmente sotto traccia che abbiamo appreso poche settimane fà essere, assieme ad altri suoi parenti,  uno dei sottoscrittori del ricorso al TAR per far rimuovere il vincolo paesaggistico sui terreni adiacenti l’Abbazia. Piccolo dettaglio.

Talmente sottotraccia che  i primi di marzo esce con il suo “appello per la Badia” dopo un sopralluogo (che sembra essere l’ultimo accadimento)  effettuato il 4 ottobre 2016.

Che cos’è la politica se non perseguire un’idea, un sogno?

Per noi è partecipazione, trasparenza, onestà, sogno.

E allora sogniamo.

Sogniamo uno stato che per avere contezza dei suoi beni culturali e sul loro stato di conservazione non debba essere invitato da mille preghiere ed allarmi degli amministratori locali;
Sogniamo che la Badia sia recuperata dal Ministero dei Beni Culturali e riunita in un unico complesso che renda tutto il suo splendore e lo vada a collocare fra i beni museali di importanza internazionale;
Sogniamo piccole associazioni territoriali che si prendano cura dell’Abbazia,  conservandola, preservando la memoria degli antichi mestieri e la coltivazione di erbe officinali;
Sogniamo frotte di turisti che attratti da questa meraviglia, approdino al parcheggio di Villa Costanza e paghino l’ingresso per la visita alla riunita Abbazia e colgano l’occasione per visitare anche il vicino Museo paleontologico G.A.M.P.S.;
Sogniamo un proliferare di strutture di ricezione turistica, di negozi e di trattorie che facciano gustare ai turisti la magnificenza del nostro territorio.

Sogniamo che i cittadini riprendano possesso della politica e del territorio mandandovi

#tuttiacasa